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Di ecosistemi genericamente purificati




Già l’orto vive in plastica, inutile rincalzare la zolla.
Vernice fresca al neon sulle panchine al parco.
Chiasso di rose sfatte, cristallizzate in jeans
Tappeto erboso asettico, irrorato di deo:
non soffre sotto al tacco, si modella e risorge.


Di violacciocche fluide e primule serrate
ho perso la memoria -e non ti trovo più-
Si sono cancellate anche le orme
del delirio nascosto nei semi del passato.
Chiazze rosse fra il grano si piegavano al vento;
io dondolavo –ricordo- senza peso né senno.



[da "Fiori di campo" - 18/04/2007]